18 dicembre 2007

No knead bread parte II - dovere di cronaca

Ieri mattina Comidademama ha pubblicato un esauriente post sulla sua recente visita alla newyorkese Sullivan St Bakery, la panetteria da cui è partita la "mania" del pane-senza-impasto. Oltre a riportare la cronaca della visita, Elena ha anche pazientemente elencato (e doverosamente commentato, nonché linkato) tutti gli esperimenti in materia effettuati in questi mesi dai food bloggers, italiani e non.
Proprio ieri mattina mi accingevo a preparare, ancora una volta, questo pane "facile", ed ora posso postarne le foto. E' dovere di cronaca perché stavolta ho cambiato pentola, ho usato una casseruola in argilla Bionatural.
Il risultato è stato ottimo, quindi, se qualcuno possiede questa pentola, la adoperi tranquillamente anche per farci il pane.

Siccome l'impasto era tanto, di pani ne ho fatti due, uno con i semi oleosi (girasole, lino, sesamo) e uno con le erbe provenzali.
Non riporto la ricetta, dato che la potete trovare in tutti i post linkati da Elena.




13 commenti:

teresa ha detto...

Ciao,sono bellissimi tutti e due..appena mi passa il periodo "dolce natalizio" provo subito a farlo..

Mariluna ha detto...

Mi hai fatto ricordare che ho questa pentola e che uso pochissimo, mi rendo conto ora che ho visitto il sito che faccio proprio male. Grazie. A presto.

marcella candido cianchetti ha detto...

interessante il pane con le erbe provenzali buona giornata

Cookie ha detto...

Bellissimi!! Quei semini sopra, mmm! Ciao!

adina ha detto...

prima o poi lo proverò pure io! così la lista di comida si arricchisce! :-) il tuo è venuto davvero bello, sai?

elisa ha detto...

Buonissimi e bellissimi entrambi!

Aiuolik ha detto...

Il pane senza impasto ormai è un must :-)

Roxy ha detto...

Che voglia di pane profumato e appena sfornato......bellissimi tutti e due! baci

elisabetta ha detto...

*Teresa, anch'io in realtà sto ancora sfornando dolci... ma ogni tanto ho bisogno di un intermezzo salato!

*Mariluna, credo che il peso della pentola influisca sulla sua frequenza d'uso (la mia pesa sei chili), ed è un peccato perché è perfetta per molte ricette

*Marcella & Cookie, il pane fatto così si può insaporire in tanti modi, esattamente come quello cotto in maniera tradizionale

*Adina, guarda, è davvero più semplice di quanto si possa immaginare

*Aiuolik, hai proprio ragione!

*Elisa & Roxy, in effetti il risultato è molto appagante!

lenny ha detto...

Ho un rapporto un pò conflittuale con la panificazione, ma sento che sono sulla buona strada.
I tuoi pani sono belli fragranti e molto stuzzicanti con quei semini sparsi sulla crosta. Ciao

elisabetta ha detto...

Questo è un buon modo per cominciare a panificare, perché è davvero semplice e di ottima riuscita. Ciao

comidademama ha detto...

sono bellissimi questi due pani! prima poi compererò questa pentola.
Un tocco di zenzero ha fatto qualche tempo fa il pane nei vasi di terracotta come nel libro (che so già disapproverai perchè un po' troppo coffee table book) 100 great breads, di Paul Hollywood della Cassel Illustrated di Londra
Il problema sono i cocci, avevo lasciato perdere questa idea per la questione tossicità di alcuni manufatti e l'incapacità di verificare le condizioni in cui si trovano questi oggetti.
Il mio parametro per la food-safety issue è:"Darei questa cosa a Marta, da mangiare?" ^_^
Trovare dei cocci piccini e atossici. Sarà così difficile?

Complimenti ancora per il pane! io sono per i semini.

elisabetta ha detto...

Anch'io ho delle remore sulle sostanze contenute nelle pentole di coccio, specialmente nei coloranti usati. Comunque Bio-natural fa anche formati piccolini (non come quelli usati da Sandra, ma in ogni caso piccoli, pirofiline tonde da 10 cm di diametro), sennò c'è sempre la porcellana bianca da forno (il bianco non è tra i coloranti dannosi) e lì trovi qualsiasi formato.

A proposito di coffee table books... sono affezionata ai "vecchi" Taschen, quindi anch'io non ne sono totalmente immune!