Apro questo post multitematico rivolgendomi innanzitutto (come promesso) a Lo, che sta raccogliendo, per motivi di studio, testimonianze su che cosa significhi avere un blog. Raccontarsi un po', lo dice il nome stesso dell'iniziativa.
Be', mi sembra che al blog ci si arrivi nei modi più diversi, per me all'inizio c'è stata una mera questione pratica. Avevo appena inaugurato il mio sito internet, quello che uso per lavoro, soltanto che chi l'ha creato non avrebbe avuto il tempo di stare ad aggiornarmelo continuamente con foto, ricette, programma dei corsi e così via. Allora mia sorella mi dice: apri un blog e poi lo colleghi al sito, che funziona da "biglietto da visita", mentre il blog contiene tutto il materiale che necessita di aggiornamenti. Io di blog sapevo ben poco.
Così comincio a girare per la blogosfera, mi imbatto nei blog che qualcuno chiama "istituzionali" (Cavoletto, UTDZ, Fiordizucca), cerco di capire come funzionino, esamino le varie piattaforme e ne scopro di veramente orrende (non faccio nomi!), alla fine opto per Blogger che è facile, veloce e ha dei modelli carini. Scrivo i primi post e mi accorgo che la cosa è più semplice del previsto.
Io sono timida. Quando ho cominciato a riceve commenti non sapevo che cosa rispondere. Mi dicevo: ma perché mi parlano come se mi conoscessero da una vita? e mia sorella a dirmi: tranquilla, è tutto normale.
In breve tempo la cosa si è evoluta, il blog, com'è giusto, ha iniziato a vivere "di vita propria", perché c'è modo e modo di scrivere una ricetta, qui la cucina ed i rapporti umani diventano un tutt'uno. Anche se ci sono dei limiti, almeno per quanto mi riguarda. Mi piace metterci me stessa, ma non trasformerei mai il blog in una sorta di webcam puntata sul mio privato: una cosa raccontare qualcosa di sé, ogni tanto, un'altra è la vita in diretta. Però ognuno è libero di utilizzare il mezzo come meglio crede, o no?
A più di un anno di distanza, posso affermare con certezza che il blog è stato terapeutico. Mi ha infuso una grande sicurezza in me stessa, cosa di cui ero sempre stata carente. Sono entrata in contatto con tante persone, ho stretto amicizie, si sono innescati meccanismi a catena che mi stanno regalando belle soddisfazioni. E poi ho scoperto che mi piace fare foto, anche se non ho né il tempo, né i mezzi per dedicarmici più approfonditamente.
*******************
RINGRAZIAMENTI: a Viviana, Laura, Cipolla e Vally che mi hanno premiata :D
Infine, spazio ad una ricetta!
Questa è la pagnotta rustica inserita in Flickr qualche giorno fa, di cui qualcuno mi aveva chiesto la ricetta.
Be', mi sembra che al blog ci si arrivi nei modi più diversi, per me all'inizio c'è stata una mera questione pratica. Avevo appena inaugurato il mio sito internet, quello che uso per lavoro, soltanto che chi l'ha creato non avrebbe avuto il tempo di stare ad aggiornarmelo continuamente con foto, ricette, programma dei corsi e così via. Allora mia sorella mi dice: apri un blog e poi lo colleghi al sito, che funziona da "biglietto da visita", mentre il blog contiene tutto il materiale che necessita di aggiornamenti. Io di blog sapevo ben poco.
Così comincio a girare per la blogosfera, mi imbatto nei blog che qualcuno chiama "istituzionali" (Cavoletto, UTDZ, Fiordizucca), cerco di capire come funzionino, esamino le varie piattaforme e ne scopro di veramente orrende (non faccio nomi!), alla fine opto per Blogger che è facile, veloce e ha dei modelli carini. Scrivo i primi post e mi accorgo che la cosa è più semplice del previsto.
Io sono timida. Quando ho cominciato a riceve commenti non sapevo che cosa rispondere. Mi dicevo: ma perché mi parlano come se mi conoscessero da una vita? e mia sorella a dirmi: tranquilla, è tutto normale.
In breve tempo la cosa si è evoluta, il blog, com'è giusto, ha iniziato a vivere "di vita propria", perché c'è modo e modo di scrivere una ricetta, qui la cucina ed i rapporti umani diventano un tutt'uno. Anche se ci sono dei limiti, almeno per quanto mi riguarda. Mi piace metterci me stessa, ma non trasformerei mai il blog in una sorta di webcam puntata sul mio privato: una cosa raccontare qualcosa di sé, ogni tanto, un'altra è la vita in diretta. Però ognuno è libero di utilizzare il mezzo come meglio crede, o no?
A più di un anno di distanza, posso affermare con certezza che il blog è stato terapeutico. Mi ha infuso una grande sicurezza in me stessa, cosa di cui ero sempre stata carente. Sono entrata in contatto con tante persone, ho stretto amicizie, si sono innescati meccanismi a catena che mi stanno regalando belle soddisfazioni. E poi ho scoperto che mi piace fare foto, anche se non ho né il tempo, né i mezzi per dedicarmici più approfonditamente.
*******************
*******************
Infine, spazio ad una ricetta!
Questa è la pagnotta rustica inserita in Flickr qualche giorno fa, di cui qualcuno mi aveva chiesto la ricetta.
Il procedimento è leggermente diverso dalle mie solite pagnotte, credo si veda la differenza sia nella crosta che nella mollica.
Per un kg di pane, seguire questo procedimento.
La sera: rinfrescare la pasta madre.
La mattina: miscelare 200 gr di manitoba e 400 gr di farina tipo 0, aggiungere acqua tiepida e preparare un panetto senza gli altri ingredienti (autolisi: serve a migliorare la consistenza della mollica, che panificando con la pasta madre tende a rimanere compatta). Coprire e far riposare per 30 minuti.
(Chiedo scusa se nelle mie ricette di pane non c'è mai la dose dell'acqua, non mi sono mai abituata a misurarla esattamente. Comunque, per regolarsi, basta aggiungerla lentamente fino ad ottenere un impasto elastico che non si appiccichi alle dita).
Trascorso questo tempo, unire 200 gr di pasta madre, 1 cucchiaio di malto e un cucchiaino colmo di sale. Impastare per almeno 15 minuti (per chi la usa, non so che tempi abbia la planetaria, io impasto a mano), poi mettere a lievitare per 3 ore, coperta, nel forno spento. Riprendere la pasta, rilavorarla per qualche minuto, porla sulla teglia del forno e dare una forma tondeggiante, far lievitare nuovamente per 1 ora. Accendere il forno e portarlo a 230° (umidificare l'interno inserendo un pentolino d'acqua). Sollevare con le mani la pagnotta su due lati e spingerli verso il centro (come se la si volesse stringere): durante la cottura si formerà la "crepa" centrale, che ha una forma diversa rispetto al taglio fatto con la lama del coltello.
Cuocere per 30 minuti alla temperatura indicata, poi abbassare a 200° e proseguire per altri 30 minuti. Sfornare, avvolgere per 5 minuti in uno strofinaccio asciutto, poi far raffreddare su una gratella.
Per un kg di pane, seguire questo procedimento.
La sera: rinfrescare la pasta madre.
La mattina: miscelare 200 gr di manitoba e 400 gr di farina tipo 0, aggiungere acqua tiepida e preparare un panetto senza gli altri ingredienti (autolisi: serve a migliorare la consistenza della mollica, che panificando con la pasta madre tende a rimanere compatta). Coprire e far riposare per 30 minuti.
(Chiedo scusa se nelle mie ricette di pane non c'è mai la dose dell'acqua, non mi sono mai abituata a misurarla esattamente. Comunque, per regolarsi, basta aggiungerla lentamente fino ad ottenere un impasto elastico che non si appiccichi alle dita).
Trascorso questo tempo, unire 200 gr di pasta madre, 1 cucchiaio di malto e un cucchiaino colmo di sale. Impastare per almeno 15 minuti (per chi la usa, non so che tempi abbia la planetaria, io impasto a mano), poi mettere a lievitare per 3 ore, coperta, nel forno spento. Riprendere la pasta, rilavorarla per qualche minuto, porla sulla teglia del forno e dare una forma tondeggiante, far lievitare nuovamente per 1 ora. Accendere il forno e portarlo a 230° (umidificare l'interno inserendo un pentolino d'acqua). Sollevare con le mani la pagnotta su due lati e spingerli verso il centro (come se la si volesse stringere): durante la cottura si formerà la "crepa" centrale, che ha una forma diversa rispetto al taglio fatto con la lama del coltello.
Cuocere per 30 minuti alla temperatura indicata, poi abbassare a 200° e proseguire per altri 30 minuti. Sfornare, avvolgere per 5 minuti in uno strofinaccio asciutto, poi far raffreddare su una gratella.




25 commenti:
E meno male che hai aperto il blog, altrimenti non credo ti avrei mai conosciuta!!!
Bellissima la pagnotta!!!
Lo stesso vale per me, tu sei una delle persone speciali che non avrei mai conosciuto senza questo mezzo ;D
Vado a nanna, la testa mi sta franando sulla tastiera
ciao.....
intanto devo dirti che da quando leggo il tuo blog (questa estate) subisco un grande fascino dai tuoi libri, in particolare il primo, dal titolo bellissimo. Sappi che appena l'ho scoperto mi sono presa un "appuntino" sulla mia agenda per richiederlo in libreria!
e poi (ma forse sono troppe cose, dato che questo è il mio primo commento :)) che anche io mi consulto continuamente con mia sorella sullo svolgimento del blog!!
ciao, e a presto!
Concordo assolutamente con te che il blog ha un effetto terapeutico :-) Anche io preferisco tenere fuori la mia vita privata, per scelta personale. So che molti sono semplicemente curiosi e vorrebbero sapere di più di noi, ma credo che ci sia spazio abbastanza nella vita reale per approfondire.
La discrezione è una caratteristica che ti contraddistingue e mi piace molto.
La pagnotta è semplicmente perfertta.
Un abbraccio
Alex
Grazie mille Elisabetta...ecco un'altro pezzetto è stato aggiunto...in questi giorni mi gusto ad uno ad uno i vostri messaggi..grazie di cuore!
La pagnotta è fantastica..da provare...ultimamente mi diverto a fare pieghe alla pasta...il prossimo provo questo nuovo modo....ci sono mille modi di panificare :) un abbraccio
buonissimo questo pane...proprio brava!
un bacione
Sei bravissima con il pane! Dovrei passare da te per qualche lezione di panificazione...
Grazie per l'avvertimento sul mio blog! ciao
Per me il blog è diventato davvero qualcosa di terapeutico. Sono una persona tendenzialmente insicura e ansiosa...vedere che quello che scrivo è apprezzato mi da molta energia e sicurezza. In più sto conoscendo persone davvero carine e interessanti e questo aspetto mi piace molto
La pagnotta è stupenda, ma si può fare anche senza l'utilizzo della pasta madre?
Un bacio
Fra
*Vaniglia, spero il libro ti piacerà, quando lo leggerai :)
In realtà mia sorella non ha mai messo mano nel mio blog (è stato davvero tutto così facile!), però lei conosceva già il mezzo, a differenza di me, e quindi mi è stata di aiuto nel capire le dinamiche che si sviluppano nella blogosfera (che inizialmente mi stupivano continuamente)
*Alex, sai,
credo ci sia una sottile linea invisibile che separa quello di cui si può parlare (di sè stessi va bene) e quello che è bene resti fuori (affari di famiglia ecc). Poi però è anche una questione di carattere, io mi sento un po' a disagio anche quando leggo cose troppo personali nei blog degli altri.
E' anche per questi motivi (oltre che per le ricette fantastiche!) che da te passo sempre volentieri :)
*Lo, mi ha fatto piacere dare il mio contributo.
Per il pane hai ragione, le possibilità sono infinite!
*Manu e Silvia, grazie care :)
*Mattop, ho visto che nel giro di qualche ora hanno praticamente vuotato il loro archivio. La sezione cucina vegetariana (che adesso hanno tolto del tutto) era infarcita di ricette tue! Mi pareva il minimo avvertirti.
Grazie per gli apprezzamenti sul pane :D
*Fra, senza pasta madre cambia il procedimento: fai il poolish con il lievito di birra al posto di PM+autolisi.
Se hai bisogno di maggiori spiegazioni magari mandami una mail, cercherò di essere più dettagliata :)
ciao elisabetta,
anche per me questo è il primo commento che ti lascio: finora il tuo è stato uno di quei blog che mi rapisce nella lettura ma che mi complica le cose al momento dei commenti... proprio per causa della mia "timidezza" o del risultare fuori luogo e inappropriata. In ogni caso, ho deciso di rompere il ghiaccio: trovo che sia molto bello condividere gli effetti dello scrivere un blog, concordo sul fatto di evitare che la vita privata ne diventi l'oggetto principe: tra le mie pagine al limite prendo spunti da quello che mi capita per introdurre argomenti generici sui quali discutere... ma insomma :)
complimenti per panemiele!
wenny
p.s.: anch'io ho scoperto il piacere della fotografia (che più dilettante non si può!)
E' proprio vero che siamo arrivati ai blog nei modi più disparati però a quanto pare questa "cameretta" virtuale in cui parlare e conoscere persone piace a tutti noi!
Ciaoooo!
Sei stata tu la prima ad entrare nel mio e da te mi é venuto l'imput di continuare, mi sentivo piccola piccola, lo ero e lo sono ma grazie a te perché mi hai trasmesso sicurezza.
Come sono certa della bontà di questa pagnotta.
Sante Parole. Di grandi fratelli ne abbiamo già troppi!
Il apne cosi' me lo immagino con una fettina di speck...che delizia mammamia..
a presto
ciao elisabetta! la pagnotta è bellissima, poi quest'estate mica c'ho provato a fare il lievito madre... e ora me ne pento un po'!!!! Ho però trovato un forno che mi darebbe del lievito madre, secondo te potrei provare a utilizzare quello rinfrescandolo?
Il blog è un mezzo che può essere utilizzato in vari modi, e molto dipende da come si è noi! Se uno è timido o meglio riservato lo userà con più discrezione, se invece uno è più logoroico ed espansivo metterà altro... Cmq credo che sia un ottimo modo per autoanalizzarsi, per fare auto terapia!!! E se fa stare bene e da modo di conoscere persone belle credo proprio che sia un ottimo mezzo!!! Un mega bacione giulia
Condivido quello che hai scritto, io ho aperto il mio da soli tre mesi, ma mi ha permesso di crescere, grazie a persone appassionate ed intelligenti come te e tanti altri. Bellissima la tua pagnotta, complimenti. Ti abbraccio
P.S. Ho messo il link del tuo blog nel mio, ti verrò a trovare. Ciaoooo
Condivido tante delle cose che hai scritto. e non lo scrivo giusto x scrivere, credimi...
Anna
Mi riconosco un po' nella tua storia: anch'io sono piuttosto timida e non amo parlare del mio privato.
Però qualcosa di noi viene pur sempre fuori...
Bellissima quella pagnotta!
Un abbraccio :-)
*Wennycara, parlare di sè è inevitabile, e piacevole (all'interno di certi limiti!), altrimenti il blog si trasformerebbe in una sterile lista di ricette. Il bello dei blog è che hanno una loro personalità, e rispecchiano il carattere di chi li anima :D
*Aiuolik, su questo mi sembra che siami tutti d'accordo! ;)
*Mariluna, sono onorata di essere stata la tua prima visitatrice, il tuo blog nel frattempo si è evoluto diventando un vero punto di riferimento per tantissime persone. E' bellissimo quello che fai
*Sciopina, a me piace parlare anche di me, ma non riuscirei ad imporre agli altri le mie faccende private. GF vade retro :)
*Giulia, se te ne passano un pezzo, perché non provare?
Autoanalisi... hai proprio azzeccato il termine! quanti soldi (di terapia) risparmiati! ;D
*Ross, adesso passo subito a vedere il tuo blog, grazie per la visita e per le belle parole
*Annina, lo so :)
*Anna, è proprio così, un conto è permettere agli altri di conoscerci un po'di più, un altro spettacolarizzare il proprio privato. Un abbraccio anche a te
è vero...si arriva per tantissimi motivi diversi..
poi ci si conosce, prendi confidenza ed inizi condividere, imparare, aiutare ed ultimamente anche avvertire.
sei una bella persona elisabetta..sono rimasta colpita, molto colpita per quello che hai fatto per la giornata del pane.
hai panificato con i bambini.
mentre noi abbiamo (quasi) tutti pensato di panificare per noi stesse..tu hai pensato ai bambini e come si poteva inserire qusto giorno importante nella loro educazione.
mi è piaciuto tantissimo.
ti ringrazio per aver condiviso questa esperienza con noi.
:)
ciao anzi buongiorno volevo comunicarti che se passi dal mio blog c'è un premio per te...
http://lacuocapasticciona.blogspot.com/
grazie mille a presto
complimenti per il blog
*Brigida, vuoi farmi piangere di prima mattina???? grazie per queste parole :))
panificare con i bambini di scuola è bellissimo, ci vado sempre tanto volentieri, anzi, stavolta sono stata io stessa a proporre la cosa alle maestre. I bambini hanno tanto tanto bisogno di esperienze di questo tipo, me ne accorgo da come poi me ne parlano o ne parlano in famiglia.
Per il pesto, ti sconsiglio vivamente di metterlo via solo coperto di olio, potrebbe riservarti brutte sorprese...
Buona giornata mia cara!
*Vally, buongiorno anche a te, adesso passo, intanto grazie :D
elisabetta...telepatia?
mentre io ti stavo scrivendo una mail..tu mi hai risposto qui.
sono ancora scossa...
i nostri figli ed i figli degli altri sono così importanti.
fa moltissimo piacere leggere che anche gli insegnanti hanno accolto con entusiasmo la tua idea.
è così fragile l'equilibrio tra genitori ed insegnanti...si fa fatica capirsi a volte, non si riesce comunicare nella stessa "lingua".
con 4 figli il cammino scolastico a loro fianco è stato lungo e faticoso.
ma non ho mai mollato, lottando sempre per loro...i bambini.
non ho avuto molti successi, sono troppo impulsiva, e fatico farmi capire, sono straniera e sono "strana".
ma non importa, le volte che mi è stato chiesto di aiutare...
io ci sono stata!
che sia stata per dipingere i vasetti per la festa della mamma o aiutare un bambino imparare leggere...
io ci sono stata.
:)
Io sono stata fortunata, ho trovato maestre fantastiche, fin dai tempi dell'asilo nido. Con alcune della materna si è creato un rapporto di amicizia che va oltre quello insegnante-genitore. E con queste delle elementari c'è sempre stato grande affiatamento, io veramente le adoro, erigerei loro un monumento!
E' anche per questo che quello che sta accadendo nel mondo della scuola mi preoccupa tanto :-(
che bello! questo è proprio quello che vorrei ottenere... appena ho un po' di tempo provo subito questa ricetta!
Grazie per tutti i consigli
Michelangelo
Che meraviglia il mondo della panificazione. Vorrei tanto riuscirci anch'io. Complimenti!
Posta un commento