26 giugno 2008

Premio o meme???

Dalla Trattoria Muvara e da Anna (che ringrazio ancora una volta) mi giunge questo premio (ma non ho ancora capito perché si chiami premio se poi di fatto è un meme...) con annesse 17 domande che, cerco di arguire dal nome dell'iniziativa, dovrebbero rivelare il buon cuore di chi viene premiato... però, però... e se poi le risposte rivelano un cuore... così così? e ci si pente di aver assegnato il premio???
A voi giudicare come sia il mio...
  1. Un colore? avio
  2. Un numero? 4
  3. Un libro? bel problema... tra quelli che rileggo periodicamente, Cime tempestose (confesso: piango ogni volta, e sempre sulle stesse pagine!)
  4. Una canzone? altro bel problema... To love somebody, versione Janis Joplin
  5. Una pietanza? pizza marinara, con tanta crosta
  6. Un dessert? pane burro e zucchero
  7. Un posto? in questo momento vorrei essere seduta sotto i platani di una qualsiasi piazzetta della Francia del sud, a bere pastis
  8. Un film? altra scelta difficile... avrei molti ex equo... tra quelli meno vecchi, sicuramente Breakfast on Pluto
  9. Un momento del giorno? sera
  10. Blogs, forum o chat? Blog
  11. Un punto di riferimento attuale? i miei figli
  12. Un punto di riferimento storico? le donne che si fanno il mazzo da sempre
  13. Un punto di riferimento nella finzione? boh... Elizabeth Bennet (mi piace tanto anche la Pisana, ma poi finisce male...)
  14. Un caffè? in questa stagione meglio se shakerato freddo
  15. Progetti immediati? riposo!!!!!!!
  16. Sei felice? dipende. Vorrei essere serena sempre, e invece non è così
  17. Osi dire la tua età? e perché non dovrei? 38

23 giugno 2008

Marmellata di frutti di bosco

Il post è veloce (perché è bello cominciare la settimana con una giornata di spiaggia, ma adesso la stanchezza si fa sentire), la ricetta pure (veloce e persino banale... no, non banale: piuttosto, un classico del periodo estivo).
Qualcuno guarderà inorridito la vaschetta di fragole (della Valsugana, se questo può salvane un pochino la faccia) provenienti dal supermercato, che poco hanno a che spartire con prati e boschi... e allora, diciamolo pure, nemmeno quei mirtilli (acquistati dal fruttivendolo) saranno stati colti da una selvaggia siepe montana...
solo dei lamponi posso certificare la provenienza, non di bosco ma di orto (quasi lagunare), quello di mio suocero: ma la tentazione di sposarli ad altri piccoli frutti in un marmellata dal sapore montanaro era troppo forte.

La preparazione è delle più semplici: mescolare la frutta (le fragole vanno tagliate a metà o in 4, a seconda della dimensione) con zucchero (in quantità pari a metà del peso della frutta) e succo di limone (1 ogni 1/2 kg di frutta), lasciar macerare per qualche ora, quindi cuocere la marmellata (schiumando se e quando necessario) finché raggiunge la giusta consistenza (fare la prova piattino: mettere su un piatto una goccia di marmellata, che raffreddandosi deve raggrinzire al tatto e non scivolare inclinandolo). Invasare a caldo (come spiegato qui).
La marmellata di frutti di bosco ha un amico per la pelle: il burro!


Questa marmellata partecipa alla raccolta di Gatto goloso:

19 giugno 2008

Profumo d'estate: tortine "7 vasetti" alla pesca e lavanda

Per me l'estate ha un profumo che regna sovrano su tutti gli altri: quello delle pesche.
E un colore: il blu, in tutte le sue sfumature, dall'azzurro del mare al color inchiostro del cielo notturno, alla tonalità violacea dei fiori di lavanda.
L'abbinamento pesca-lavanda, quindi, è estivo che più non si può.
L'estate scorsa, durante il lungo viaggio verso la Cantabria, abbiamo fatto sosta in un'azienda agricola tortonese. A colazione un vassoio di meravigliose pesche - bianche, profumatissime, inebrianti - troneggiava al centro della bella tavola, e tra le marmellate prodotte dalla padrona di casa spiccava proprio quella di pesche aromatizzata alla lavanda (preparata con i frutti coltivati in azienda). Un abbinamento da cui sono stata immediatamente rapita!

Questa è la mia produzione casalinga di lavanda: non è certo la Provenza...

...queste sono le foto dei dolcetti...
(dopo tanti post sono ancora indecisa sul formato delle foto: grandi, medie, larghe come il testo, più strette.... ogni volta opto per un formato ad hoc ma la cosa non mi convince, mi piacerebbe utilizzare sempre lo stesso, della stessa larghezza del testo, ma in certi casi è fuori luogo - per esempio qui: la foto sotto è esageratamente grande, per i miei gusti)

...e questa è, finalmente, la ricetta!

Tortine "7 vasetti" alla pesca e lavanda
(con queste dosi vengono 18-20 dolcetti)

Sbucciare e tagliare a pezzetti 3 pesche (queste sono gialle, ma con le bianche la composta viene altrettanto bene), cuocerle per 15-20 minuti con 2 cucchiai di zucchero di canna chiaro e 2 spighe di lavanda. Spegnere e lasciar riposare per qualche ora, per dar modo alle pesche di aromatizzarsi bene. L'ideale è preparare questa conposta con un giorno di anticipo e tenerla in frigorifero fino al momento dell'utilizzo.

Preparare l'impasto come per una normale torta "7 vasetti" (quella in cui si utilizzano i vasetti dello yogurt da 125 gr come unità di misura): battere bene 3 uova intere con 2 vasetti di zucchero alla lavanda (che si ottiene semplicemente mettendo in barattolo lo zucchero con un paio di spighe), unire 3 vasetti di farina 00, 1 vasetto di yogurt bianco, 1 vasetto di olio e.v.o. molto delicato (io qui ho usato un ligure), 1 bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di sale.
Rivestire con pirottini di carta sulforata due stampi per muffins, riempire per 2/3 con l'impasto e adagiarvi sopra 1 cucchiaino di composta di pesche (da cui saranno state tolte le spighe di lavanda).
Cuocere nel forno preriscaldato a 175', per 20 minuti.

14 giugno 2008

Che giornataccia!

Oggi c'è davvero un tempo da lupi, freddo e pioggia la fanno da padroni, e già ieri sera non prometteva niente di buono. Se a metà giugno ti prende una voglia matta di zuppa calda... non è un bel segnale, meteorologicamente parlando. Un altro discorso è, invece, per quel che riguarda il palato: perché io vivrei di zuppette calde, e l'occasione era imperdibile!
Bando alle ciance, questa è la ricetta (una variazione su quella di patate e fagioli freschi che tanto piace a mio figlio Tobia in questa stagione, nei giorni in cui la temperatura scende un po'):

ZUPPA DI CECI E PATATE (con un bel po' di salvia e rosmarino)
dosi per 4 persone

Ammollare per 24 ore 150 gr di ceci secchi.
Trascorso questo tempo, sciacquarli bene, coprirli con acqua fredda, unire 2 rametti di rosmarino e 2 foglie di salvia, portare a bollore e cuocere per due ore. A fine cottura salare e lasciar raffreddare. Questa operazione (cottura dei ceci) può essere effettuata con diverse ore di anticipo (anche uno o due giorni prima) rispetto alla preparazione della zuppa. Poi basta conservarli in frigorifero.
Questa è la cottura-base dei ceci, per qualsiasi ricetta siano richiesti (siccome io li utilizzo molto, ne tengo spesso e volentieri una pentola pronta. Volendo si possono anche congelare con il loro brodo).

Tritare 1 cipolla nuova (di quelle fresche, per capirci), farla sudare in una casseruola con 2 cucchiai di olio e.v.o. e 1 bel pizzico di sale, quando è trasparente unire 4-5 patate medie, sbucciate e tagliate a cubetti. Farle insaporire per qualche minuto rigirandole con un mestolo, aggiungere 1/2 bicchiere d'acqua e cuocere a pentola coperta per 15 minuti. Unire i ceci con la loro acqua (riscaldati a parte) e proseguire la cottura per altri 15 minuti. Spegnere, aggiustare di sale (solo se necessario) e con un cucchiaio di legno schiacciare una parte delle patate. Servire decorando con salvia e rosmarino freschi.

12 giugno 2008

Eccolo!

E' ufficiale: è uscito il mio primo libro!
E' acquistabile in libreria o tramite i principali internet bookshops (per esempio qui).

Mi scuso per la momentanea latitanza, ma, nonostante il mio lavoro per questo libro fosse terminato da tempo, quando mi sono trovata la prima copia tra le mani mi è presa una tale stanchezza, ma una tale stanchezza che mi pareva di essere ripiombata nei down post-esami dei tempi dell'università.
Questo poi è un periodo critico: siamo a metà giugno, a fine mese avrò entrambi i bimbi a casa e devo chiudere un po' di lavori prima di quel momento, poi per due mesi farò la mamma a tempo pieno (ma il blog non andrà in vacanza).
Comunque in questi giorni ho anche cucinato tanto, ho una quantità di foto e ricette da postare!

09 giugno 2008

Rotolo di pollo alle erbe

Oggi mi sento un po'... strana (è una sensazione indefinibile quella che provo quando ci penso): tra qualche ora vedo finalmente le prime copie del libro!
Nei prossimi giorni ne parlerò con maggiore dovizia di particolari.
Intanto posto una ricetta adatta a questa (climaticamente) bellissima giornata: non so che tempo faccia dalle vostre parti, qui c'è sole, cielo blu e aria frizzante, pare quasi di stare nel midi francese (con un po' di immaginazione... ma capitemi: qui in laguna, il cielo estivo di solito varia dall'azzurro pallido al grigio ad una odiosissima sfumatura giallognola... ).

Di pollo avevo già parlato tempo fa. Non ne acquisto spesso, ma se mi gira di mangiarne e non ne ho di scorta (o se mi serve per lavoro), mi rivolgo ad una macelleria di Mestre che vende prodotti avicoli di un'azienda agricola padovana, che non utilizza metodi intensivi ma alleva polli ed affini all'aperto, nutrendoli bene e lasciando che i loro tempi di crescita siano quelli biologici. Ovviamente costano un po' di più, rispetto a quelli degli allevamenti intensivi, ma è tutta un'altra storia, e non sta scritto da nessuna parte che bisogna nutrirsi di pollo (e di carne in generale) tutti i giorni (a questo proposito ce ne sarebbe da parlare per delle ore, ma non credo direi niente che non sia già stato detto da medici, ecologisti, animalisti, storici, economisti con un briciolo di cervello...).
Questa ricetta, molto semplice, è una rivisitazione di un piatto mangiato a Parigi, l'avevo gradito (perché era preparato bene) ma il ripieno di ricotta e spinaci era troppo anonimo (anche se in quel caso aveva senso perché il rotolo era accompagnato da una saporita salsa al formaggio), così ho pescato dal balcone un po' di erbette aromatiche e quello che ne è venuto fuori mi è piaciuto di più (d'altra parte siamo in giugno, c'è il sole, l'estate è ormai arrivata e le erbe aromatiche fresche trasformano anche il più semplice dei piatti in qualcosa di speciale).
Magari piacerebbe anche a lei... perché se devo essere sincera nemmeno io impazzisco per il petto di pollo - troppo asciutto per i miei gusti. Ma fatto così resta morbido morbido.
Questo rotolo viene bene anche con il tacchino, ma soprattutto con il coniglio (un coniglio disossato, di peso medio, va bene per 6 persone).

Per 4 persone (2 rotoli):
1 petto di pollo di circa 500 gr
150 gr di ricotta (ultimamente l'ho usata un po' troppo? comunque qui ci sta, e secondo me anche meglio di pancetta/mortadella/prosciutto generalmente utilizzati per farcire i rotoli di carne)
sale
pepe bianco
2 foglie grandi (o 4 piccole) di salvia
2 rametti di ciascuna delle seguenti erbe: rosmarino, santoreggia, dragoncello

Dividere il petto di pollo in due metà e batterle, per allargarle ed appiattirle nei punti più alti (mettendoci sopra un foglio di pellicola la cosa risulta più facile).
Salare e pepare leggermente la carne, distribuire sopra la ricotta e cospargere con le erbette triturate. Arrotolare e legare con spago da cucina. Oliare una padella e rosolare bene i due rotoli, su tutti i lati, salare e pepare anche all'esterno, coprire e cuocere per 30 minuti, a fuoco moderato e facendo evaporare ogni tanto.
A fine cottura far intiepidire (non raffreddare), affettare, disporre su un piatto da portata caldo e bagnare con una cucchiaiata di fondo di cottura (che va sgrassato e fatto restringere).

05 giugno 2008

Crostata di giuncata al limone

Ho una vera passione per le torte al limone in generale, ma la crostata è, su tutte, quella che preferisco.
Questa settimana mi sono inaspettatamente ritrovata con un surplus di limoni (ricevuti in regalo da un amico che li coltiva nella sua casa di campagna). Poi stamattina, fermandomi ad acquistare un po' di formaggio in uno dei miei negozi di fiducia, mi sono trovata davanti un bel vassoio di giuncata freschissima, a cui non ho saputo resistere.
Tempo fa avevo salvato questa ricetta, che oggi ho rispolverato, leggermente modificato, realizzato e degustato con immenso piacere!
Il risultato è una sorta di cheesecake nostrana, che affonda le sue radici molto indietro nel tempo (per quel che ne so, il primo dolce codificato a base di giuncata è la "torta di latte" di Bartolomeo Scappi).

Per la frolla:
250 gr di farina tipo 00
100 gr di burro morbido
100 gr di zucchero semolato
2 tuorli
la scorza grattugiata di 1 limone

Per il ripieno:
300 gr di giuncata
100 gr di zucchero
2 uova
la scorza grattugiata di 1 limone
il succo di 2 limoni

Impastare velocemente gli ingredienti per la frolla e mettere il panetto in frigorifero per 1 ora.
Trascorso questo tempo, stendere la pasta nello stampo prescelto, bucherellarla con i rebbi di una forchetta, coprire (anche tutto il bordo) con un foglio di alluminio e con legumi secchi, infornare a 180° per 25 minuti. Estrarre dal forno (che va mantenuto acceso) e togliere legumi ed alluminio.
Nel frattempo preparare il ripieno: setacciare molto finemente la giuncata (che è piuttosto soda), eventualmente ripetendo l'operazione più volte, unire le uova leggermente sbattute, lo zucchero, la scorza ed il succo dei limoni. Lavorare bene con una frusta, quindi distribuire questo composto sul guscio di frolla e rimettere in forno. Dopo 10 minuti coprire con un coperchio (va benissimo uno stampo di una misura più grande) per accelerare il rassodamento del composto di uova e giuncata. Quando questo sarà completo, spegnere il forno, togliere il coperchio e lasciare lì la crostata per altri 10 minuti. Sfornare ed attendere fino a totale raffreddamento prima di muoverla - finché è calda si rompe molto facilmente.
Prima di servire spolverizzare con zucchero a velo.

03 giugno 2008

Insalata di riso in rosa

Intendiamoci. Io sono per il prodotto fresco. Però... come si fa a non tenere in dispensa, per le emergenze, qualche piccolo aiuto? Non sto parlando dei piatti già pronti (tipo i famigerati 4 salti in padella), ma del barattolo di ceci già ammollati per fare un hummus o una minestra fuori programma, della passata di pomodoro per la pizza se non è estate, delle olive e del tonno che tante situazioni risolvono, dei crauti che mica si può usare la vasca da bagno per prepararli, del mais già lessato... non farne uso, seppur moderato, è difficile. E' una questione di buon senso che va combinata con quella del poco tempo a disposizione.
Io non sono esente da tutto ciò, specialmente in questi ultimi tempi.
Mi trovo bene con i prodotti dell'azienda olandese Machandel, che lavora ortaggi e legumi da agricoltura biodinamica, attraverso impianti che sfruttano energie alternative (solare, eolica), e utilizza come contenitori dei vasetti in vetro che per le marmellate sono per-fet-ti (la carta viene via dal vetro solo a guardarla, senza lasciare tracce di colla; le capsule, dorate, non hanno scritte e durano tantissimo, io ne ho in uso da anni e sono ancora come nuove).
Di questo produttore acquisto i germogli di soia, il mais, i crauti e il cavolo rosso. Ho deciso che quest'ultimo, dal prossimo autunno, comincerò a mettermelo via da me, in agrodolce: con quel bel color fucsia è molto decorativo, ne basta una cucchiaiata per trasformare il più semplice dei piatti (per esempio le patate lesse: preparatele con qualche ora di anticipo, il cavolo darà loro delle bellissime sfumature).
L'insalata di riso, diciamocelo, è uno di quei piatti che servono proprio a risparmiare tempo (e non solo con la scusa del picnic o della giornata in spiaggia): mentre il riso cuoce si preparano gli altri ingredienti, e trattandosi di un piatto unico, in 20 minuti è pronto un pasto completo.
Quelli che io ho usato non sono vincolanti: potete sostituire il prosciutto cotto con quello crudo, dei gamberi, del simil-insaccato a base di seitan o tofu... basta che si mantenga l'effetto cromatico - e che l'ingrediente scelto sia saporito.
La ricetta poi è semplice e veloce:
lessare riso bianco lungo (thai, patna, basmati) e riso nero (venere o selvatico zizania) - per la quantità regolatevi in base al numero dei commensali. Farlo raffreddare.
In una padella saltare, in poco olio e.v.o., germogli di soia e cavolo rosso: se si usa quello fresco, affettarlo molto sottilmente, aggiungere un cucchiaio di aceto, un pizzico di sale e 1/2 cucchiaino di zucchero (se i commensali sono molti, le dosi vanno leggermente aumentate, regolatevi assaggiando).
In una terrina mescolare il riso, le verdure raffreddate, l'ingrediente rosa prescelto e qualche ciliegina di mozzarella, condire con poco sale, un filo di olio e.v.o. e qualche goccia di salsa Worcester.