24 luglio 2008

Macedonia al porto nel melone

Anche questo post si apre con dei ringraziamenti: ad Anna per il premio "Arte y pico" che premia "blog che si considerano meritevoli per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua", e a Brigida per avermi assegnato addirittura l'Oscar!
Come al solito sono da bacchettare sulle dita perché non riuscirò a riassegnare a mia volta i premi (e perché come al solito non ho seguito le regole date...)... giuro che prima o poi mi metterò d'impegno ^_^.

E poi... il 31 luglio si avvicina, e c'è una scadenza che bussa alla porta, perché io, anagraficamente parlando, in questa raccolta ci entro in pieno, e non posso mancare!
Dov'ero io negli anni '80?
Dunque... ci sono entrata poco più che bambina alle scuole medie (sono classe 1969) e ne sono uscita adulta, durante il mio primo passaggio all'università. Ho seguito tutte le mode musicali made in England, visto i miei primi concerti (il primo in assoluto nel 1986: i Cure), portato i capelli rasati e la cravatta come Annie Lennox al suo debutto, bazzicato un bel po' di discoteche (anni di fuoco: tra il 1983 e il 1989), avuto i primi incontri ravvicinati con l'altro sesso, fatto i primi viaggi all'estero. Ah, si, ho anche studiato (ogni tanto).
E naturalmente ho mangiato tutte le pietanze e trangugiato tutte le bevande che in quegli anni furoreggiavano e che adesso fanno sorridere quasi quanto la spaghettata di mezzanotte di Fantozzi: la pizza con salmone e gamberetti, il pollo alle mandorle, il cocktail di scampi con l'insalatina, i paninazzi, le tartine con le uova di lompo bicolori (ma solo ai matrimoni!), il risotto alle fragole (idem), gli immancabili frappé con le amiche la domenica pomeriggio (quando eravamo molto molto piccole), il gin fizz, la pina colada... potrei continuare a sciorinarne per un bel po'.
E del melone con il porto, ne vogliamo parlare?
Ecco allora il mio contributo alla raccolta di Salsadisapa!


Mica c'è bisogno di scrivere la ricetta... o si?
Allora, tagliate a metà un melone, eliminate i semi, togliete la polpa con uno scavino tondo e mescolatela ad altra frutta a scelta, bagnate con il porto e rimettete il tutto nelle calotte di melone. Per un effetto ancora più... anni '80, optate per una buona dose di frutta esotica, con ananas e cocco a farla da padroni (io qui, invece, ho preferito utilizzare frutta di stagione).

21 luglio 2008

Dolce al formaggio


Prima di passare alla ricetta vorrei ringraziare ancora una volta Giulia per avermi assegnato il premio "Brillante weblog": troppo generosa!!! Giulia è una delle persone più... più dolci e care che io abbia mai incontrato, anche se ci si conosce soltanto attraverso questo mezzo virtuale. Le mando ancora un grande abbraccio.

Ed ora... ai fornelli!
Questo mese, come migliaia di altre persone, ho acquistato la copia di Sale&Pepe con allegato il primo volume di "Feste d'estate", estratto da questo bel libro edito da Guido Tommasi.
Ricette stuzzicanti, corredate da splendide fotografie, evocative e cariche di atmosfera, che ti mettono una voglia immediata di spignattare (e mangiare!).
Ho provato la pasta biscotto della "Delizia rosa, lampone e pistacchio" che non mi è piaciuta particolarmente; ma l'amore a prima vista era stato per il dolce al formaggio, e devo dire che il risultato è stato assolutamente appagante: una torta delicata, dalla consistenza soffice nonostante la quantità di formaggio presente nell'impasto, un vero successo anche esteticamente parlando.
Il problema, però, è che realizzando la ricetta così com'è scritta nel libro si incorrerebbe in un totale disastro, per i seguenti motivi:
1) ho cucinato il dolce in uno stampo da 26 cm che è risultato strapieno, come far stare tutto l'impasto nello stampo da 15 cm indicato nella ricetta (e che dire di un'intera confezione di biscotti per coprire il fondo di una tale tortiera lillipuziana...)?
2) temperatura del forno: non è indicata, io ho optato per i soliti 180° (forno a gas)
3) tempo di cottura indicato nella ricetta: 50 minuti, assolutamente insufficienti per far asciugare bene il dolce. Dopo i primi 50 minuti a 180°, ho abbassato la temperatura a 150° per altri 30 minuti e poi fatto raffreddare il dolce nel forno spento.
Se si è abituati a trafficare in cucina viene facile capire dove intervenire, ma se la ricetta viene eseguita da principianti o da persone che si fidano ciecamente dei ricettari...
Le altre ricette presenti nel libro mi sembrano più precise, a questo punto mi chiedo se si tratti di errori di traduzione o di trascrizione (l'originale è edito dalla casa editrice francese Marabout). Proverò a testarne altre prossimamente, sia dolci che salate: sono tutte molto invitanti, e perfette per questa stagione.

Ad ogni buon conto, la torta è deliziosa!
Trascrivo (a modo mio) la ricetta perché non tutti avranno sotto mano il volume originale o l'estratto allegato a Sale&Pepe.

Rompere 4 uova separando albumi e tuorli. Montare i tuorli con 500 gr di formaggio tipo Philadelphia, 40 gr di farina tipo 00, 100 gr di zucchero semolato, la scorza grattugiata di 2 limoni, il contenuto di 1 baccello di vaniglia (la ricetta dice vaniglia liquida, quella in fialetta, ma io non amo usare aromi sintetici), 2 cucchiai di panna da cucina densa.
In un'altra ciotola montare a neve gli albumi con 1 pizzico di sale, quindi unire 100 gr di zucchero semolato e continuare a lavorare con le fruste elettriche. Amalgamare tra di loro i due composti senza far smontare gli albumi.
Sbriciolare 100 gr circa di biscotti secchi (io ho usato i petit), distribuirli sul fondo di una tortiera a cerniera CAPIENTE (26-28 cm) foderata di carta-forno e versarci sopra la preparazione al formaggio. Cuocere come sopra indicato.

18 luglio 2008

Taboulé di fregola, per il brunch estivo

In questi giorni ho frequentato poco i miei blogs preferiti, perché la mia solita mancanza di tempo è stata "aggravata" (beh... ce ne fossero più spesso di contrattempi così...) da un'imprevista, breve vacanza in quel di Siena. Al ritorno ho avuto notizia del brunch estivo organizzato da Grazia e Cocò, il cui termine tra l'altro sta per scadere (dopodomani, domenica 20).
Nelle ultime settimane ho cucinato e fotografato parecchio, ma di tutto ciò ho postato poco, quindi non è stato difficile trovare una ricetta inedita adatta all'occasione.
Questa mi sembra perfetta: un taboulé preparato non con il tradizionale bulgur ma con una nostranissima (sarda, per la precisione) fregola, profumata di basilico e con le onnipresenti, inevitabili zucchine (perché uno dei miei dilemmi estivi è: come smaltisco la valanga di zucchine che mi crollano addosso ogni volta che apro il frigorifero? gli orti di famiglia ne rigurgitano come vulcani in costante eruzione, ogni volta che torno da casa di mia mamma, di mia suocera, di mia zia, mi porto appresso una borsa piena di zucchine, che si sommano a quelle portate a casa la volta precedente...).

TABOULE' DI FREGOLA CON FETA E ZUCCHINE, accompagnato da PESTO DI BASILICO E PISTACCHI

Non fornisco dosi, regolatevi in base al numero dei commensali, tra l'altro, trattandosi di un piatto freddo, non ci sono problemi di avanzi... quello che non va mangiato a pranzo (o meglio, per il brunch, considerata l'occasione) torna buono per l'aperitivo serale.

Lessare la fregola in acqua salata, quindi farla raffreddare velocemente.
Tagliare le zucchine a spicchi (utilizzatene di non troppo grandi) e poi affettarle abbastanza sottilmente, scaldare poco olio e.v.o. in una padella e cuocere le zucchine per qualche minuto a fiamma vivace, poi coprire con un coperchio e proseguire la cottura per altri 5 minuti. Spegnere, far raffreddare e unire alla fregola in una capace insalatiera. A questa miscela unire del formaggio feta sbriciolato (se è troppo salato, lasciatelo in acqua fredda per un po' e poi sgocciolatelo bene prima di utilizzarlo), del basilico spezzettato con le mani e dell'erba cipollina (che potete anche sostituire con un cipollotto affettato finemente, se vi piace). Condire con olio e.v.o. (per il sale regolatevi in base al grado di sapidità del formaggio) e tenere in frigorifero.

Preparare un pesto genovese sostituendo metà dei pinoli (o anche tutti, se preferite) con pistacchi non salati (da sbollentare e poi sbucciare prima dell'utilizzo, se volete che resti bello verde).
Al momento di servire, accompagnare il taboulé con un cucchiaino di pesto (che, a scelta, si può mescolare alla fregola o spalmare su crostini).

Potete approfittare di questa ricetta per preparare una piccola scorta di pesto da tenere in congelatore... se non in questa stagione, quando altro, sennò?

14 luglio 2008

Torta biscottosa (e veloce) al cioccolato

Non ho mai fatto mistero di amare la campagna: ci sono nata e l'attrazione rimane fortissima. E amo i fiori di campo, poco appariscenti, dai colori mai eccessivamente vibranti (con qualche eccezione, come nel caso dei papaveri), peccato solo che tendano a durare poco dopo averli recisi e messi in vaso.
Pur vivendo in città, ho la fortuna di abitare affacciata su un bel parco, dove - malgrado d'estate la rasatura del tappeto erboso sia piuttosto frequente - cresce un bel campionario di erbe e fiori spontanei tipici dei nostri prati di pianura (come facilmente desumibile dalle fotografie).
Un bel mazzo di questi fiori, posto in una semplice caraffa per l'acqua, rallegra qualsiasi tavola!

Questa torta mi ha lasciata un po' perplessa, appena l'ho sfornata: sembrava un enorme biscotto... comunque con il caffé ci sta a meraviglia.

Ho impastato 120 gr di burro morbido tagliato a cubetti con 250 gr di farina, 2 tuorli, 3 cucchiai di zucchero, 1 pizzico di sale, 50 gr di cioccolato fondente grattugiato, 1/2 bustina di lievito per dolci - deve risultare un impasto piuttosto appiccicoso. Ho steso questo impasto in uno stampo da 22 cm di diametro, imburrato e infarinato, e ho cotto in forno a 180° per circa 40 minuti.

07 luglio 2008

Pasticcio di zucca marina acerba

Mi rendo conto di dedicare poco tempo al blog, sia per quanto riguarda le risposte ai commenti che l'inserimento di nuovi post. D'altra parte le mie giornate, in questo momento, sono consacrate quasi esclusivamente alla prole, e le trascorro (pioggia permettendo, ma finora è andata bene) al mare, facendo la pendolare giornaliera al Lido (dove condivido una capanna per l'intera stagione con alcune altre famiglie).
Certo, ogni tanto mi ricavo qualche mezza giornata per riposarmi (e vi assicuro che ce n'è bisogno), per cucinare e lavorare (non posso certo rimanere ferma per l'intera estate).
Qualche giorno fa ho portato i bambini in campagna dalla mia zia prediletta, e siamo tornati a casa con una borsa piena zeppa di verdure freschissime. Tra queste anche un paio di zucche marine ancora acerbe: praticamente delle enormi zucchine tonde. Perché la zia non le lascia maturare? perché la terra del suo orto è fantastica, gli ortaggi crescono meravigliosamente, zucche comprese, ed in autunno ne avrebbe troppe di mature da smaltire (stiamo parlando di zucche del peso di 5-6 chilogrammi ciascuna).
Così qualcuna viene tolta precocemente ed utilizzata, durante il periodo estivo, esattamente nelle medesime preparazioni delle zucchine (che a loro volta non sono altro che zucche pepo raccolte precocemente).
Il sapore è comunque diverso, più dolce e caratteristico rispetto a quello delle zucchine (che spesso risultano un tantino scialbe).
Quindi questa non è la solita lasagna alle zucchine!

La ricetta è semplice e rapida, da preparare tranquillamente in due tempi.

La zucca va affettata sottilmente e grigliata sulla piastra rovente: questa operazione può essere eseguita anche con largo anticipo.
Quindi si prepara una besciamella classica.
Si allestisce il pasticcio alternando strati di pasta fresca (se ne avete voglia fatela in casa, ma data la stagione io consiglio di comprare quella già pronta del tipo sfoglia-velo, che tra l'altro cuoce molto rapidamente), zucca grigliata (che va salata e aromatizzata con una miscela di erbe aromatiche, fresche o essiccate), caciotta e besciamella. Si termina con uno strato di pasta, uno di besciamella e una generosa grattugiata di parmigiano reggiano.

01 luglio 2008

Biscotti con cioccolato e composta di fragoline di bosco


Un titolo lunghissimo per una ricetta flash, da realizzare in pochi minuti. So che assomiglia terribilmente a questa, che avevo pubblicato tempo fa, ma è stata una casualità che in casa avessi lo stesso tipo di biscotti.
Quindi basta seguire la ricetta di cui sopra (se si ha tempo), o usare dei biscotti già pronti, che possono essere anche di altro tipo, basta che siano secchi e piatti.
Si scioglie del cioccolato (fondente, al latte o misto) a bagnomaria, si uniscono i biscotti a coppie e si accompagnano con una composta di fragoline di bosco (da fare in velocità mentre i biscotti si solidificano in frigorifero: cuocere per 10 minuti una vaschetta di fragoline con 2 cucchiai di zucchero; far raffreddare prima di servire).

Questa ricetta partecipa al meme di Jelly "Un anno di Fragole&Cioccolato" (il meme è chiuso ma le votazioni sono ancora aperte).