28 settembre 2008

Sapori e ricordi d'estate

Mi sono accorta che il meme/raccolta lanciato da Daniela sta per scadere, e sarebbe proprio un peccato non contribuire.

Uno degli ultimi pomeriggi in quel di Londra, ad agosto, l'ho passato in compagnia di Danda, nell'enorme cucina della mia temporanea abitazione, a sfornare dolci. Danda è davvero bravissima, ha preparato un crumble di rabarbaro da sballo e i melting moments (che io tempo fa avevo postato in una variante marmellatosa) alla vaniglia: biscottini burrosissimi e golosissimi, da accompagnare all'immancabile tazza di tè.
I melting moments alla vaniglia sarebbero stati, quindi, perfetti quali ricetta-ricordo dell'estate, e invece eccoli qua in una variante allo zenzero candito. Il motivo è presto detto.
Da quando, qualche anno fa, ho letto il libro di Michael Cunningham "Le ore", per me il binomio "Londra-tè" rimane legato alle parole che l'autore immagina uscire dalla bocca di Virginia Woolf, mentre si rivolge alla sua domestica Nelly: "Vorrei che ci fosse tè cinese. E zenzero ricoperto di zucchero". E io adoro lo "zenzero ricoperto di zucchero".
E' l'immagine che si materializza nella mia mente quando, per qualche motivo, penso all'Inghilterra e al tè pomeridiano.
Non chiedetemi perché; d'altra parte, credo che tutti noi abbiamo una sorta di "schedario mentale" in cui sono archiviate un certo numero di immagini ricorrenti, un esiguo numero che, per motivi apparentemente inspiegabili, ha messo radici profonde dentro di noi, a dispetto di altre che magari avremmo ritenuto anche più importanti e che invece si sono rapidamente dileguate.

Questi sono quindi i melting moments preparati secondo la ricetta di Danda, ma in una personale versione al profumo di zenzero.

Ingredienti (per una teglia bella grande di biscotti):
175 gr di farina tipo 00 miscelata con un cucchiaino di lievito per dolci
125 gr di maizena
225 gr di burro freddo tagliato a tocchetti
50 gr di zucchero a velo
8-10 pezzi di zenzero candito

Passare al mixer lo zenzero insieme allo zucchero (se si frulla lo zenzero da solo, si spiaccica sulle lame). In una ciotola impastare velocemente tutti gli ingredienti fino ad ottenere una frolla molto morbida. Staccare dei pezzetti e formare delle palline del diametro di 3-4 cm, porle su una teglia imburrata o foderata di carta da forno tenendole un po' distanziate - cuocendo di allargano ed appiattiscono.
Cuocere per 15 minuti nel forno preriscaldato a 170° (160° se si usa un forno elettrico ventilato). Sfornare e lasciar raffreddare sulla placca: finché sono caldi si rompono facilmente quindi è meglio non toccarli, raffreddando si induriscono (pur rimanendo molto, molto friabili).
La tazza di tè è d'obbligo.

24 settembre 2008

Ciambella al cioccolato e tè matcha

Ebbene si, alla fine ci sono cascata anch'io. Dove? In che cosa? Ma nella curiosità di provare il tè matcha, naturalmente.
Premetto che io non sono un' esperta di tè, è una bevanda che mi piace ma che trangugio a litri da grosse mugs, e solo ogni tanto me ne concedo di qualche tipo particolare, nelle tazze di porcellana e seguendo (più o meno) il rituale inglese del riscaldamento della teiera e via dicendo.
Pertanto l'acquisto di questo tè, o meglio, di questa impalpabile polvere di tè, è scaturito non dalla curiosità di berlo (non ci ho nemmeno provato) ma dal vedere e rivedere, nella blogosfera, bellissimi dolci colorati di verde grazie a questo magico ingrediente.
Quindi qualche tempo fa (perché questa ciambella non è recentissima, ma mi ero sempre scordata di postarla) ho provato anch'io, e questo è stato il risultato. Forse non ne ho usato abbastanza, oppure il calore ha interferito con la colorazione, perché mi pare di aver letto da qualche parte che più la cottura del matcha è prolungata, meno il colore è brillante, quindi sono preferibili dolcetti piccoli piuttosto che torte, così da abbreviarne l'esposizione al calore.
Proprio in questi giorni, quella che io considero la "maga del matcha" ha pubblicato l'ennesima splendida ricetta, mi sa che dovrei prendere qualche ripetizione da lei!
Comunque è anche vero che dal vivo i colori di questa torta erano un tantino più accesi, purtroppo la mia fotocamera... non ce la fa, molto semplicemente.
Mi piacerebbe provare ad utilizzarlo come colorante nella glassatura dei biscotti, dato che non utilizzo i coloranti alimentari che si trovano in bottiglietta nelle drogherie (saranno pure naturali, ma... c'è sempre qualche "ma" di troppo che mi frena).

La ricetta è veloce, potete copiare questa e sostituire il cioccolato a scaglie con, rispettivamente, 1 cucchiaino pieno di tè matcha in metà impasto, e 50 gr di cioccolato fondente fuso a bagnomaria, nell'altro mezzo impasto.
L'effetto decorativo è accentuato dall'uso dello stampo da kugelhopf.

19 settembre 2008

Farina di semi di lino 2^ parte: pain sportif

L'avevo detto che avrei replicato... l'accoppiata farina di semi di lino+malto d'orzo è semplicemente fe-no-me-na-le!
Basta un po' di frutta secca mista, a scelta (ci si può sbizzarrire tra noci, mandorle, nocciole, pinoli, uvetta, albicocche, mele, fichi...), dare una forma a baguette, ed ecco il francesissimo pain sportif (che non ho mai capito perché si chiami così... chi mi sa dare delucidazioni?), fuori ben croccante e dentro morbido. A me piace tanto spalmato con un velo di burro, la mattina a colazione (ma ci posso fare tranquillamente pranzo, solo con un po' di frutta fresca a seguire), mentre i miei bimbi lo preferiscono per la merenda pomeridiana.

Per la realizzazione, basta seguire la ricetta precedente, e durante l'ultimo impasto aggiungere la frutta secca preferita. Dare la forma di piccole baguettes (circa 20x3 cm), fare un taglio centrale per tutta la lunghezza e far lievitare al caldo per altri 30 minuti, coprendo con uno strofinaccio umido. Prima di infornare spennellare con malto sciolto in acqua, quindi cuocere nel forno preriscaldato a 200°, per 30-35 minuti (il tempo dipende sempre dal vostro forno).


Altri pani di questo genere già pubblicati:
pane alle noci classico
pane festivo con uvetta e noci

14 settembre 2008

Si torna a cucinare... e per cominciare, un pane speciale!

Finalmente, durante questa settimana sono riuscita a dedicarmi alla cucina in modo più... normale, spignattando e sfornando in gran quantità.
Ieri, poi, ho approfittato del tempo da lupi per preparare gli ultimi vasi di passata di pomodoro, biscotti per i bimbi e un pane davvero SUPER!
Colore, profumo, consistenza, croccantezza... tutto perfetto!
(sono cosciente della cafonaggine che sto sfoderando... ma insomma, questo pane era buonissimo sul serio!).


PANE CON FARINA DI SEMI DI LINO

Per una pagnotta di un kg scarso:
300 gr di pasta madre (rinfrescata la sera prima)
250 gr di manitoba
250 gr di farina tipo 0
100 gr di farina di semi di lino
1 cucchiaio di malto d'orzo (o melassa)
1 cucchiaino di sale fino
acqua tiepida

inoltre (per rifinire):
1/2 cucchiaino di malto d'orzo (o melassa) sciolto in 1/2 tazzina di acqua tiepida

In una ciotola capiente versare farina tipo 0, manitoba, pasta madre, malto (o melassa) e acqua tiepida sufficiente a rendere l'impasto consistente, ma abbastanza appiccicoso da necessitare di essere lavorato con un cucchiaio di legno. Coprire e far lievitare al caldo per 4 ore. A questo punto trasferire l'impasto sulla spianatoia, unire la farina di semi di lino, il sale e altra acqua tiepida (da dosare molto lentamente), e lavorare energicamente per 10 minuti - meglio tenere a portata di mano altra farina bianca: la farina di semi di lino rende l'impasto appiccicoso mentre lo si lavora (esattamente come accade quando si impasta con la farina di segale, se vi è già capitato di usarla).
Trasferire quindi il panetto su una placca da forno infarinata o foderata di apposita carta, fare dei tagli in diagonale sulla superficie (affondando con la lama fino a metà panetto), coprire e far lievitare per altre 2 ore (o finché il volume sarà raddoppiato), mettendo il tutto nel forno spento.
A lievitazione ultimata, portare il forno a 230° e porre un pentolino di acqua all'interno. Spennellare il pane con il malto sciolto nell'acqua, infornare e cuocere per 40-45 minuti. Sfornare il pane, avvolgerlo per 5 minuti in un panno asciutto, quindi porlo su una gratella a raffreddare.

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Con questo post ringrazio anche una nuova amica, Laura, ed una vecchia, cara conoscenza, Anna, per avermi assegnato il premio Punto d'arte della vita.
Grazie ragazze!!!

09 settembre 2008

Cartoline dalle vacanze

Mentre procedo a ricaricare tutto in Flickr (ho dovuto creare un nuovo account dove sto trasferendo tutto, e colgo l'occasione per scusarmi con tutti coloro che in questi mesi hanno lasciato commenti nell'account vecchio, a cui non riesco più ad accedere e che pertanto, tra qualche tempo, verrà cancellato "d'ufficio") posso finalmente pubblicare qualche fotografia delle appena trascorse - e ormai archiviate - vacanze.

Risparmio a chi legge approfondimenti sulle mie contrastanti impressioni su Londra, perché di questa città si può dire tutto ed il contrario di tutto. Certamente la ricordavo più grigia, più triste, più vicina ai soliti luoghi comuni (che vent'anni fa non erano propriamente tali: migliaia di persone che si cibavano solo di fish&chips, che il venerdì sera si spendevano tutto lo stipendio settimanale al pub, che mettevano la moquette ovunque e non pulivano mai il bagno, e le ragazze che a gennaio avevano le gambe paonazze perché non portavano mai, ma proprio mai le calze... insomma, il ritratto che ne faceva qualche anno fa Beppe Severgnini nel suo Inglesi era assolutamente realistico).
Oggi, e non serve che lo dica io, Londra è una città incredibile, che offre veramente tutto quanto si può desiderare. Ma è anche una città sovraffollata, frenetica, a volte schizofrenica, con voragini economiche tra le varie fasce di popolazione. Dai tempi della regina Vittoria, fondamentalmente non è poi cambiata così tanto. Insomma, per farci una vacanza va benissimo, ma non credo riuscirei a viverci, anche se ne avessi l'opportunità (idem per il resto della famiglia. I miei figli continuavano a ripetere: si... qui è bellissimo, ma... quand'è che torniamo a Parigi???).
Durante la nostra permanenza in Inghilterra abbiamo passato anche qualche giorno in campagna, dalle parti di Salisbury: luoghi che quando si vedono nelle riviste, o impressi sulle pellicole cinematografiche, ci si chiede se esistano davvero o se siano creazioni "a tavolino" da parte di abili fotografi e registi... invece è tutto magnificamente reale, e praticamente perfetto.
Ultimo, ma non meno importante (anzi, umanamente parlando, l'apice della vacanza) ho avuto l'opportunità di conoscere una persona che, grazie a mio figlio Francesco, ora è una vera esperta di dinosauri...
Detto questo, posto qui di seguito qualche collage di immagini. Non sono molte, non sono le solite, ma come si dice... poche ma buone (o almeno lo spero ^_^)!

Una miscellanea da vari parchi (la prima foto in alto a sinistra non è del lago di Misurina ma di quello in St. James Park)

una sequenza di immagini delle aiuole di Regent's Park, che sono di una perfezione unica: tutto sembra progettato da uno scenografo

il Regent's Canal, nel tratto che va dalla stazione di St. Pancras al Regent's Park: una passeggiata suggestiva lungo questo canale creato nell'Ottocento per scopi commerciali (e data la mia passione per l'archeologia industriale, non potevo non innamorarmene!)

Salisbury, Stonehenge e la campagna circostante, i cui colori sono semplicemente stupefacenti (quel cielo lì sotto, sui campi di grano... di una bellezza da togliere il fiato!)

a Portsmouth, la Victory di "ammiraio Nelson" (come dice Francesco)

Chi legge aspettandosi di trovare scritto qui qualcosa di cucina resterà deluso.
Durante le vacanze non mi piace imporre al resto della famiglia le mie esplorazioni quasi professionali, che in una città grande e caotica come Londra diventano uscite che possono richiedere ore e ore. Mi sono concessa una passeggiata al Borough Market, una mattinata di immersione tra i libri di cucina da Waterstones a Piccadilly (che dicono essere la più grande libreria d'Europa), molte spese da Waitrose (il supermercato dei miei sogni!), tanti pranzi a base di caffè e fettone di torta (che parevano uscite dal ricettario di Nonna Papera), e qualche ottimo pasto al pub.

Dal prossimo post prometto che torno a parlare di cucina!

05 settembre 2008

calendario novembre 2008

sabato 15 novembre, ore 9,30 - 12,30
CUCINARE CON LE MELE
come realizzare un intero menù utilizzando il più famoso tra i frutti
quota di partecipazione € 35 (che include la degustazione finale ed una copia del mio libro "Il quaderno dei dolci di mele" in uscita a fine ottobre)

sabato 29 novembre, ore 9,30 - 12,30
DOLCI NATALIZI (e altre idee per regali... gustosi)
quota di partecipazione € 35 (che include la degustazione finale, una raccolta di ricette ed un utile kit per la loro realizzazione)


Le lezioni si tengono a Mestre in quartiere San Giuseppe 18/a (zona ponte ciclopedonale di parco San Giuliano), per un massimo di 7-8 persone ad incontro (nel caso vi sia un maggior numero di richieste, verranno fissate ulteriori date).