26 febbraio 2009

Bocconcini di ricotta, cime di rapa ed erbette aromatiche

("polpette vegetariane al forno" dice poco, così ho cambiato titolo... almeno adesso si capisce che c'è dentro!)

polpette vegetariane al forno

Tempo fa Sandra aveva pubblicato una ricetta che mi aveva intrigata, per la sua velocità, praticità e versatilità (dentro ci si può mettere ciò che si vuole). E lei l'aveva subito sperimentata, con ottimi risultati.
Trovo che questo tipo di preparazioni si adatti molto bene alla stagione primaverile: la monoporzione è perfetta per i déjeuner sur l'herbe e le scampagnate con pranzo al sacco. Ma va benissimo anche per un brunch domenicale. E poi, la profusione di erbette novelle (dalle spontanee che crescono nei campi alle aromatiche nei vasi sul balcone o nelle aiuole del giardino) dà quel tocco in più, quel profumo di... primavera! che non è ancora arrivata (il calendario dice che manca ancora un mese, e il tempo fuori fa un po' quel che vuole) ma il profumo nell'aria io lo sento!
Le erbette aromatiche sui miei balconi si stanno risvegliando, o meglio, stanno lavorando più velocemente - perché durante l'inverno non avevano mai smesso, solo rallentato. Di solito con i primi freddi si rinsecchiscono e difficilmente sopravvivono alla brutta stagione, quest'anno invece sono più floride che mai.
Un mix di erbette aromatiche mi sembrava il modo migliore per testare la ricetta e fare marameo all'inverno, di cui proprio non ne posso più... non so da voi, ma la quantità di acqua che è venuta giù negli ultimi mesi è qualcosa di esagerato :-(
Poi avevo appena acquistato un bel mazzo di cime di rapa, io dico che ci stanno proprio ;D

Ecco quindi la ricetta, con le mie varianti:
1 mazzo di cime di rapa (questi erano due bei gambi)
1 manciata di erbe aromatiche (ho usato: menta piperita, rosmarino, salvia, erba cipollina, santoreggia, timo, dragoncello)
200 gr di ricotta di pecora
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano reggiano
3 cucchiai di pangrattato
sale
noce moscata
olio e.v.o.
farina di riso (per la panatura)

Lavare e tagliare a pezzetti le cime di rapa. In una padella scaldare due cucchiai di olio, unire le cime di rapa, salare, aggiungere pochissima acqua e far cuocere (a pentola coperta) finché saranno morbide (circa 15 minuti). Farle raffreddare e tritarle.
Tritare finemente le erbette aromatiche.
In una ciotola unire tutti gli ingredienti e lavorarli bene con un cucchiaio, quindi formare delle grosse polpette che andranno passate nella farina di riso. Trasferirle in uno stampo per dolci monoporzione, utilizzando pirottini per cupcakes. Cuocere nel forno preriscaldato a 190° (forno a gas) per 25 minuti.

21 febbraio 2009

Maiale e mele... connubio niente affatto scontato!

Tutto parte dalle mele essiccate, quelle sottili sottili che scrocchiano sotto i denti, dal sapore dolcemente pungente, semplicemente deliziose. Uno dei miei snack preferiti (i miei figli preferiscono quelle più grosse, essiccate a spicchi, che io trovo invece un po' troppo molli e dolci).


Poi c'è che sono in un periodo carnivoro - bé, per i miei standard: diciamo che sono passata dal carne-praticamente-mai ad un'impennata di una/due volte la settimana (tutto compreso: carni bianche, rosse, nere, insaccati). Deve trattarsi sempre di carni di un certo tipo, come avevo già spiegato qui e qui.
Prevedo quindi di pubblicare qualche altra ricetta non veg, nei prossimi giorni.
Maiale e mele sono certamente un connubio classico, specialmente nella cucina delle aree fredde (montagna, nord Europa). Anche porri e limone sono un'abbinata piuttosto comune.
Il trait d'union tra le due coppie di sapori è rappresentata, in questa ricetta, dal pepe di Szechuan, che stempera la dolcezza delle mele (esaltandone invece la nota pungente) nella panatura della carne, e si fonde alla perfezione con il limone.
E il cous cous? rende il piatto un po' meno... "montanaro"!

piatto del giorno :)))

MAIALE IN CROSTA DI MELE ESSICCATE, CON COUS COUS AL LIMONE E PORRO
(che poi mi è venuto in mente adesso: io la carne di maiale con le mele l'avevo già pubblicata, tempo fa, però il quel caso la ricetta era MOLTO montanara!)

(le dosi sono per due o quattro persone, dipende dalla fame)
per la carne:
4 fettine di maiale
mele essiccate (come faccio ad indicare il peso? sono leggerissime... diciamo che una volta frullate ne devono risultare 4 cucchiai)
4 grani di pepe di Szechuan
sale
olio e.v.o.

per il cous cous:
1/2 bicchiere di cous cous precotto
un pezzetto di porro
il succo di 1/4 di limone
olio e.v.o.
sale

Se le fette di maiale sono spesse, batterle con un batticarne.
Frullare le mele essiccate con il pepe ed un pizzico di sale, ottenendo una "farina". Passarci le fette di carne e cuocerle in una padella, dove si sarà scaldato un po' d'olio e.v.o. (se le fette sono ben sottili, bastano 2-3 minuti per lato). Tenerle al caldo.
Versare il cous cous in una ciotola e coprirlo con 200 ml di acqua calda, dopo 5 minuti (l'acqua dovrebbe essere tutta assorbita) condire con olio e.v.o. e sale, quindi sgranare con una forchetta. Unire il succo di limone, il porro affettato sottilmente e mescolare bene.
Servire la carne con il contorno di cous cous.







Le mele essiccate mi offrono lo spunto per ricordare a tutti che su Leggere è un gusto! è uscito un mio nuovo articolo. Leggetelo e capirete perché... ;))

17 febbraio 2009

Torta di pane e datteri

torta di pane e datteri

Veramente ero molto indecisa su come battezzare questo dolce...
Lo scorso anno ne avevo pubblicato uno dello stesso genere, e l'avevo catalogato come pinza - perché in Veneto così si chiamano (genericamente, ma non solo così... bè, è un discorso articolato, comunque avevo già dato qualche delucidazione in quel post) i dolci a base di pane raffermo o polenta. Però... a Venezia il dolce tradizionale a base di pane raffermo sarebbe la nicolòta. Nicolòta di datteri? poteva andare, se non fosse che questo dolce, opportunamente inzuppato di caramello, potrebbe ricordare anche lo sticky toffee pudding dei pub inglesi, il cui impasto prevede, come nel caso di questo dolce, i datteri. Pudding di pane e datteri? ma qui il metodo di cottura è quello di una torta, più che di un pudding (anche se talvolta gli inglesi definiscono pudding anche dolci cotti senza bagnomaria).
Insomma, alla fine è più semplice chiamarlo... torta!

torta di pane e datteri

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro:
3 panini raffermi (queste erano tartarughe piccole, arrivate dritte dritte dalla mensa scolastica)
200 gr di farina di riso finissima (ma va bene anche la fioretto di mais, meglio se bianca)
2 uova

100 gr di zucchero all'arancia*
latte q.b. (circa 200 ml)

100 ml di marsala
2 cucchiai colmi di concentrato di dattero
**
una decina di datteri essiccati

la buccia di un limone bio

1/2 bustina di lievito per dolci


*preparato - prima di Natale - frullando insieme zucchero a velo e buccia d'arancia essiccata
** non è pubblicità all'azienda, è semplicemente l'unico che finora ho trovato in commercio :)

Affettare il pane molto sottilmente (se la crosta non è troppo grossa si può lasciare), metterlo in una ciotola e coprire con il latte - il latte deve bastare ad inzuppare bene il pane, ma attenti a non eccedere, altrimenti il tutto resterà troppo umido. Quando il tutto si sarà trasformato in una pappa molle, mescolare con un cucchiaio di legno per renderlo ancora più fluido.
Unire gli altri ingredienti - i datteri vanno tagliati a pezzetti piccolissimi, la buccia del limone va grattugiata, oppure tolta con un riga limoni facendo strisce non troppo lunghe.
Foderare lo stampo con carta da forno (oppure imburrarlo ed infarinarlo), versare il composto ed cuocere a 180° per circa 1 ora (nel forno già scaldato): alla prova stecchino il dolce deve risultare asciutto.

zucchero all'arancia, datteri

Ricette a base di pane raffermo pubblicate recentemente:
clafoutis salato di porri e pane
pain perdu con le mele caramellate

14 febbraio 2009

Mini cakes choco-moka (gluten free)

Per me è un nuovo inizio. Di cui avrei volentieri fatto a meno - ma non ci viene dato modo di scegliere, in certi momenti.

Dopo qualche giorno di totale frastornamento, ho ripreso a cucinare con assiduità, e a sfornare, sia pane che dolci. Il profumo di cose buone (e quello della primavera che attende dietro l'angolo) aiuta a scacciare un po' la malinconia.

mini cakes ciocco-moka (gluten free)

Una delle cose che ho preparato in questi giorni sono state queste tortine mignon, golose ma leggere (grazie alla farina di riso).
Con le dosi che seguono ho ottenuto 4 mini cakes (stampini rettangolari) e 7 cupcakes (nel classico formato tondo).

250 gr di farina finissima di riso
150 gr di zucchero semolato o di canna chiaro
150 gr di burro
3 uova intere
50 gr di cioccolato fondente 70%
1 cucchiaino di caffé in polvere
1 bustina di lievito per dolci

Accendere il forno a 180°. Porre il burro e il cioccolato in pentolino d'acciaio e introdurre quest'ultimo nel forno in riscaldamento, per 5 minuti. Togliere il pentolino dal forno, mescolare e lasciare raffreddare.
Con un macinacaffè elettrico (o uno sminuzzatore di quelli piccoli) ridurre in polvere finissima il caffè insieme ad un cucchiaio di zucchero (il caffè deve diventare impalpabile).
Versare questa miscela, il rimanente zucchero e le uova in una ciotola e montare il tutto con le fruste elettriche, finché il composto sarà chiarissimo e gonfio. Unire il burro con il cioccolato e la farina setacciata con il lievito, continuando a lavorare con le fruste elettriche: alla fine il composto assomiglierà ad una mousse.
Imburrare e infarinare gli stampini rettangolari, rivestire con i pirottini lo stampo per cupcakes. Versare il composto a cucchiaiate, riempiendo gli stampini per 2/3.
Infornare per 20-25 minuti (fare la prova stecchino prima di sfornare).
Una volta raffreddati, spolverare i dolci con zucchero a velo, oppure glassare (magari con una glassa al cioccolato aromatizzata al caffè).

mini cakes choco-moka (gluten free)