28 maggio 2009

I biscotti all'uvetta di Oscar

biscotti all'uvetta di Oscar

Oscar ha realizzato le immagini per Pippi, piccola grande cuoca (quella di copertina e i disegni all'interno del libro).
E' un caro amico, un artista di rara delicatezza, che si dedica all'illustrazione per l'infanzia con empatia ed originalità. Ma è anche un cuoco strepitoso: dalle sue mani escono vere meraviglie.
Ogni tanto mi manda una mail con la foto di qualche dolce da lui realizzato e di cui mi allega la ricetta, come nel caso di questi biscotti: replicati più volte sempre con ottimi risultati.

Ingredienti per 25-30 pezzi:
300 gr di farina tipo 0 (ma ho provato anche con la tipo 2 ed il risultato mi ha soddisfatta)
150 gr di burro ammorbidito
80 gr di zucchero integrale
1 uovo
60 gr di uvetta
¼ di tazza di marsala secco
1 cucchiaino di buccia d'arancia in polvere
½ cucchiaino di vaniglia in polvere

Gli ingredienti vanno lavorati come per una normale frolla, che poi va tenuta in frigorifero per almeno mezz'ora.
Accendere il forno e portarlo a 180° (come sempre, un po' meno se ventilato).
Stendere l'impasto ad uno spessore di circa 5 mm e ritagliare i biscotti. Io invece o formato un salsicciotto che ho affettato con una raschia tagliapasta.
Infornare per circa 20 minuti.

PS: giuro che poi per qualche mese il libro non lo nomino più! ;-D

25 maggio 2009

La mia torta di ciliegie preferita

la mia torta di ciliegie

Questa per me è LA torta di ciliegie, quella che preparo in un batti-baleno e che mi rallegra in tutti i sensi: nel prepararla, nel mangiarla e anche solo a guardarla.
Un abbinamento classicissimo, ciliegie e mandorle, con un altrettanto classico profumo, quello di cannella.
Non trovate anche voi che le ciliegie siano frutti che mettono allegria? per me sono l'emblema di questa stagione, a cavallo tra primavera ed estate, uno dei periodi dell'anno che preferisco, anche se molto impegnativo sotto certi aspetti. Mi piace perché il caldo c'è ma non è ancora quello davvero torrido delle settimane a venire, le giornate sono soleggiate, ventilate e nell'aria c'è sempre profumo: di gelsomini, di sambuchi, di tigli... e di mare, che qui è proprio vicino vicino. Viene voglia di fare tantissime cose.
E' il momento delle prime giornate di spiaggia e delle passeggiate in campagna tra i campi coperti di spighe quasi mature, delle giornate lunghissime, con la luce che la mattina bussa presto tra le fessure delle imposte e se ne va lentamente la sera, lasciando una scia di turchese in cielo, fino a notte inoltrata. Quanto, quanto mi piace tutto questo!!!
E le ciliegie? colorate, dolci, croccanti o succose... sono la merenda preferita dai miei figli, così al naturale, e sono l'ingrediente che, finché ce n'è, amo usare in torte e dessert al cucchiaio.

TORTA SEMPLICE SEMPLICE DI CILIEGIE E MANDORLE

ingredienti per uno stampo da 24 cm:
150 gr di farina tipo 0
100 gr di mandorle pelate e ridotte in farina
80 gr di zucchero semolato o di canna chiaro
80 gr di burro ammorbidito
2 uova
1/2 bustina di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 pizzico di sale

una trentina di ciliegie, snocciolate

Accendere il forno e portarlo a 180° (qualcosa in meno se ventilato).
Nel mixer lavorare tutti gli ingredienti, eccetto le ciliegie. Versare l'impasto in una tortiera unta e infarinata - io uso questa di ceramica, da crostata con i bordi leggermente alti, è perfetta sia per la cottura che per la presentazione in tavola. Affondarvi le ciliegie ed infornare per 40 minuti.

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Approfitto di questo post per ricordare, a chi si trovasse in zona ma non solo, che giovedì 28 presso Villa Sagramoso Perez Pompei (a Illasi, in provincia di Verona) si terrà un nuovo appuntamento con Cena di note, l'evento itinerante che coniuga cucina e musica, organizzato da Papageno in collaborazione con il Corriere del Veneto.

SONATE….DI GUSTO

La cucina altoatesina e le musiche di Haydn protagoniste giovedì 28 maggio del nuovo appuntamento Cena di Note La madre di F.J. Haydn, uno tra i maggiori compositori d’Austria, era una cuoca. La cucina altoatesina invece, dell’Austria è figlia. Dai canederli allo strudel fino al gulasch, i sapori dell’Alto Adige conservano intatti tutti retaggi dell’influenza austriaca e della denominazione austro-ungarica. A questi speciali “legami di parentela” è dedicato il prossimo appuntamento di Cena di Note di giovedì 28 maggio. La cornice questa volta è davvero d’eccezione: Villa Sagramoso Perez Pompei a Illasi, Verona. Edificata nella prima metà del 1700 dall’architetto Vincenzo Pellesina questo magnifico complesso è infatti, assieme al castello di Illasi e al parco secolare che li unisce, il monumento più cospicuo tra le ville del veronese ed uno dei più eminenti di tutto il Veneto. Nell’anno in cui ricorre il bicentenario dalla morte del grande Haydn, a cui è attribuita anche l’invenzione della sinfonia, nelle sale di Villa Sagramoso echeggeranno le musiche di due Sonate (Sonata in si minore Hob. XVI n. 32 e Sonata in fa maggiore Hob XVI n. 23), interpretate da Federico Lovato, uno tra i maggiori talenti del panorama pianistico internazionale.
In tavola, invece, tra i fregi dell’antica serra in cui è incastonato il Ristorante Le Cedrare (guidato dallo chef Marcantonio Sagramoso), gli ospiti potranno apprezzare le specialità più tipiche della tradizione gastronomica altoatesina. E per i vini, questa volta l’eccellenza è di casa: una selezione delle pregiate etichette della Cantina di Custoza (Verona).

Tutti i dettagli dell’iniziativa su www.corriereveneto.it e www.papagenonline.it La disponibilità dei posti è limitata, la prenotazione è obbligatoria.
Il costo è di 60 euro, vini inclusi.

Per informazioni:
Ufficio Stampa PapagenoTel. 0422/307153
Per prenotazioni: Villa Sagramoso Perez- Pompei Ristorante Le Cedrare tel 045/6520719
Via Perez-Pompei 2 Illasi, Verona

22 maggio 2009

Pasta fredda con polpettine alla menta

pasta anticalura

Dopo le albicocche dell'altro ieri, ecco un altro piatto per fronteggiare l'improvvisa ondata di caldo.
Mi sono accorta pochi minuti fa che anche Sigrid ha pubblicato una pasta con le polpettine, oggi. Dunque, che si tratti davvero di una formula anti calura???
A me piaceva molto l'idea di una versione "a freddo" della classica pasta al forno con le polpette della tradizione siciliana. Polpettine profumate di menta e limone... e poi, avevo queste belle melanzane... ieri mattina il mio fruttivendolo ne aveva di ben sei varietà diverse... la scelta è stata difficile, alla fine ho optato per queste screziate che si sono rivelate davvero ottime: niente semi e polpa decisamente saporita.



PASTA FREDDA CON MELANZANE, POMODORO E POLPETTINE ALLA MENTA

per 2 persone:
120 gr di rigatoni
2 piccole melanzane
15 pomodori datterini
3 rametti di menta
olio e.v.o.

(per le polpettine)
1 panino bianco raffermo
1 uovo
3 spicchi di aglio fresco*
2 rametti di menta
1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
sale

farina bianca e olio per friggere

*l'aglio fresco ha un sapore abbastanza delicato, se si usa quello secco meglio ridurre la dose ad un solo spicchio

Preparare le polpettine: passare al mixer tutti gli ingredienti tranne l'uovo. Trasferire in una ciotola, aggiungere l'uovo ed impastare bene (se il composto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungere pochissimo latte). Formare delle polpettine della dimensione di un grosso cece, passarle nella farina e friggerle in olio bollente. Scolarle su carta assorbente e tenerle da parte.

Affettare le melanzane a triangoli dello spessore di 2-3 mm. Scaldare una capace padella antiaderente e cuocerle (senza coperchio) finché risulteranno ben asciutte, senza condimenti.
Lavare i datterini e tagliarli in quattro.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata, poi farla raffreddare sotto l'acqua corrente. Trasferirla in una terrina insieme alle polpette, le melanzane, i pomodori e le foglie di menta. Irrorare di olio e.v.o., mescolare, coprire e porre in frigorifero per almeno due ore, così che i sapori si amalgamino bene.


20 maggio 2009

Qualcosa di energetico!

energetico :-)

Il viaggio a Torino in giornata ancora si fa sentire: un tour de force iniziato con sveglia alle 5, concluso con la meritata nanna 20 ore dopo, e in mezzo 10 ore di treno, un pranzetto al volo con Sandra, l'incontro con gli amici di Cibele e la presentazione di Pippi, piccola grande cuoca.
Questo, sommato agli altri impegni di lavoro, alle inevitabili scadenze dell'anno scolastico agli sgoccioli (solo una masochista poteva offrirsi di impersonare Cappuccetto Rosso alla recita scolastica...) e alla voglia di tirare tardi ogni tanto, dato che questo è il clima ideale per serate all'aperto, prima del grande caldo estivo... tutto questo, dicevo, si trasforma poi un cocktail micidiale. Una sensazione di continua mancanza di sonno (anche quando dormo a sufficienza) e un affaticamento muscolare veramente insopportabile.
Bene, ora la finisco di lamentarmi e parlo un po' di cucina.
Di quella, più elaborata e impegnativa, che non ho il tempo di mettere in pratica (ops... avevo detto che la piantavo di lamentarmi...) non faccio ovviamente parola. E poi, sarà perché sento nei polpacci i primi veri caldi, ma in giornate come questa ho voglia di cose che mi diano energia senza sovraccaricare tutto il resto (che abbia a che fare anche con la prova bikini che mi attende al varco???).
Ecco, io adoro questa preparazione, il labne. Ricordo a questo proposito un bel post di Elena, e anche uno di Kja. Il labne lo preparo spesso, d'estate: metto lo yogurt a sgocciolare la sera, ed il mattino ho il formaggio pronto per la colazione, o per il pranzo in spiaggia.
Per prepararlo, basta versare lo yogurt bianco intero in un colino (rivestito di un tovagliolo pulito e non troppo grosso). Si pone su una ciotola dove scenderà il siero, si copre con un piatto o un coperchio, si mette in frigorifero e dopo alcune ore il formaggio è pronto. Ci andrebbe anche il sale, ma io preferisco preparalo senza ed aggiungerlo dopo, se serve.
E' buonissimo anche solo con un giro di olio extravergine d'oliva e una spolverata di erbe aromatiche, ma poi è perfetto in tutte quelle preparazioni che richiedono del formaggio fresco e cremoso.
Ieri avevo comprato le prime albicocche della stagione, poi c'erano le ultime noci da rompere, e il miele a questo punto era imprescindibile. Questi bocconcini possono essere serviti indifferentemente all'inizio o alla fine di un pasto, perché funzionano sia da antipasto che da dolce. Provare per credere.
Soprattutto, è una di quelle non-ricette che profumano di Mediterraneo, di vacanze, di sole, mare, vento caldo...

14 maggio 2009

Fresco di giornata ;-D

Barbara Favaron, giornalista di lungo corso, foodblogger ed ideatrice di un bellissimo (e utilissimo!) sito, pubblica oggi sul Corriere del Veneto (dove tiene un altro blog... se non è lei una vulcanica...) un intero post... su di me!

Un'emozione unica, vedere il proprio nome sulle pagine (virtuali) di un quotidiano così importante!

Allora... buona lettura :DD


11 maggio 2009

Io alla Fiera Internazionale del libro di Torino!


Lunedì 18 maggio, doppio appuntamento con la sottoscritta alla Fiera internazionale del libro di Torino.

Alle ore 15,00 presso lo stand di Cibele Edizioni (padiglione 1, stand A35), parlerò, con chi vorrà essere presente, di Quando i sogni diventano realtà: racconterò la mia esperienza personale, di come le mie passioni, cucina e libri, siano diventate il mio lavoro, delle difficoltà che ogni giorno incontro lungo questo mio percorso ma anche delle splendide soddisfazioni che questo "lavoro" (dato che molti scettici non lo reputano tale) mi sta dando. Parleremo, visto il tema di questa edizione della Fiera, di come tutto questo abbia migliorato il mio rapporto con "gli altri" e mi abbia aiutata ad "uscire dal guscio" in maniera serena e positiva. Ma ci sarà anche spazio per chiacchierare di cucina cucinata, di libri non solo miei e di tante altre cose...
Qui il programma completo di Cibele in Fiera.

Alle ore 17,00 nell'area denominata piazza Italia, spazio invece alle novità della collana Leggere è un gusto!... e tra le novità ci sarò anch'io, perché Pippi, piccola grande cuoca esce in questi giorni, e farà il suo debutto proprio a Torino.
Questo il programma in Fiera della casa editrice Il leone verde.

Che dite, ci vediamo lì?

07 maggio 2009

Gateau di patate.. tatuato!

Quando, stamattina, ho aperto il pacco speditomi da Silikomart e ho visto questo stampo... tra il dire e il fare ci ho messo una manciata di secondi, il tempo di arrivare al balcone e raccogliere le erbe occorrenti. Perché la forma a fiore (margherita, per la precisione), con quegli spazi già ben delineati, mette voglia di realizzare torte (dolci o salate) rovesciate effetto tattoo.
E dato che l'ora di pranzo si stava approssimando, ho optato per una ricetta salata, un gateau di patate vegetariano: con zucchine e cipollotto al posto del prosciutto, e profumato con quanto la stagione generosamente offre.

gateau di patate... effetto tattoo

Lo stampo misura 22 cm di diametro.

Ingredienti per 4 persone:
4-5 grosse patate (regolatevi in base alla dimensione)
2 zucchine piccole freschissime
1 cipollotto
150 gr di ricotta
1 uovo
40 gr di pecorino stagionato, grattugiato
salvia, rosmarino, dragoncello, santoreggia tritati (ed altri ciuffi per decorare)
olio e.v.o.
sale e pepe

Lessare le patate, quando sono pronte sbucciarle e schiacciarle in una ciotola.
Mentre le patate si lessano, tritare grossolanamente il cipollotto e farlo imbiondire per 10 minuti in una padella coperta dove si sia scaldato un cucchiaio di olio e.v.o., quando è pronto unirlo alle patate. Lavare e mondare le zucchine, grattugiarle con la grattugia a fori grossi e unirle ugualmente alle patate. Al composto aggiungere poi l'uovo, la ricotta, il pecorino e le erbe tritate. Salare, pepare e mescolare molto bene.
Disporre sul fondo dello stampo i rametti di erbe aromatiche, seguendo la forma a raggiera.
Coprire con il composto di patate e livellare bene. Infornare a 200° per 25-30 minuti, far intiepidire nello stampo prima di sformare sul piatto da portata. Accompagnare con un'insalata fresca.

04 maggio 2009

... 100% carote!

direttamente dal mercato - straight from the market

Stregata da un mazzo di carote... si, perché se nel bel mezzo del mercato, al centro di un banco già di per sè vivacemente variopinto (data la stagione), si è abbagliati dalla luce che emanano le carote appena colte, non può che scattare il colpo di fulmine.
Carote ancora ricoperte di terra, con i ciuffi verde brillante, freschissimi, che sembravano dire: non buttarci, siamo troppo giovani per la pattumiera....
Infatti sarebbe stato un delitto eliminarli.
Così ho preparato queste due ricettine veloci veloci: la crema (quasi un pesto) da spalmare sul pane o da mettere sulla pasta, e i (mini) cakes 100% carote.

100% carote

CREMA/PESTO CON LE FOGLIE DI CAROTA
per 2 persone (ne vengono due cucchiai da minestra colmi)

i ciuffi di 2 carote
1 cucchiaino di coriandolo fresco, tritato
1/2 cucchiaino di scorza di limone, grattugiata
50 gr di primosale
olio e.v.o.

Dai ciuffi delle carote eliminare i gambi e tenere solo le foglie. Lavarle ed asciugarle bene.
Porre tutti gli ingredienti nel bicchiere del mixer (quello piccolo, se avete il mixer doppio), tranne l'olio che va dosato un po' per volta. Dare un po' di colpi, finché si sarà ottenuto un composto cremoso.

MINI CAKES (100 %) CAROTE E GORGONZOLA
per 6 pezzi:

2 carote con i loro ciuffi
100 gr di farina oo
100 gr di gorgonzola
1 uovo
4 cucchiai di olio e.v.o. (+ 2 cucchiai per le carote)
latte q.b.
1 cucchiaino raso di cremortartaro (o di lievito per torte salate)
sale

Pulire le carote e tagliarle a cubetti; lavare, asciugare bene e tritare i ciuffi.
In una padella scaldare i due cucchiai di olio e far rosolare la verdura, salare, coprire e far cuocere per circa 20 minuti. Far intiepidire.
Portare il forno a 180°.
In una ciotola mescolare bene tutti gli ingredienti (incluse le carote), stemperando con poco latte se il composto risultasse troppo compatto. Il formaggio va tagliato a pezzetti in modo da farlo amalgamare più facilmente.
Con questo composto riempire 6 pirottini per muffins e porli nell'apposito stampo. Infornare per 20 minuti, quindi sfornare e far raffreddare su una gratella.